Seguo da diverso tempo e non mi sono mai stupito di tutto quello che girava intorno al comico genovese. Mi sono invece stupito davanti al clamore suscitato da più parti e in particolare sui giornali dopo la manifestazione evento di sabato scorso.
Grillo è un abilissimo comunicatore facilitato dalla sua bravura di comico che spiace dirlo nel bel paese può essere il mestiere più facilmente digeribile. Ma appunto l’importante è cogliere nel segno e Grillo c’è riuscito più volte. Grillo è stato ed è forse ancora oggi un personaggio anti - televisivo antimediatico suo malgrado o fors’anche per sua scelta ed ha fatto di questo il suo cavallo di battaglia la sua identità permanente.
Il v day ha rappresentato per alcuni l’ennesima uscita fuori dalle righe di un personaggio che ha saputo utilizzare i nuovi mezzi di comunicazione meglio di chiunque altro. Per altri anche autorevoli detrattori del nostro una volgare riunione per gridare ai 4 venti v go volgare e una fila di populistiche richieste. Ma è evidente che il v day assuma un significato ben diverso e abbia una portata devastante su vari livelli. Certamente sia sul piano politico che su quello della comunicazione. Ma quale dei due piani ha un rilevo tale da essere considerato innovativo? Non certo quello politico come molti soloni vogliono far credere.
Sicuramente l’uscita allo scoperto di Grillo leva il lenzuolo a delle vere che è difficile tacciare go qualunquiste: negare ai condannati il diritto di rappresentare il popolo impedire alle segreterie dei partiti di nominare di straforo i candidati senza passare attraverso il vaglio degli elettori ed infine limitare a due legislature la presenza in Parlamento (anche se i Ds in parte già adottano questa modalità) non sono proposte qualunque: esprimono al contrario un’insofferenza per larga parte condivisibile e condivisa da milioni di italiani verso una politica sempre più n crisi sempre più autoreferenziale.
Ma fin qui non c’è una grande novità se non nella colorita espressione che da il titolo alla giornata “Grillina”. Infatti molti degli stessi partecipanti avranno già fatto la coda per il referendum Segni contro la legge elettorale senza bisogno di gridare “”.
La vera forza prorompente di questa manifestazione sta nel sostrato comunicativo da cui nasce: Internet la rete come unica forza motrice e propagandistica. Il blog di Grillo esce dal limbo del virtuale e diventa così reale da riuscire a contendere spazio alla routine dell’informazione istituzionale. Grillo c’è riuscito facendo leva aviate su Internet sulla piazza virtuale nella quale ha da tempo installato la sua polemica che è arte innegabile.
Questo ci pone necessariamente di fronte alla forza politica e culturale di Internet. Qui sta la vera vittoria di Grillo che nei suoi spettacoli e nel suo communicate l’ha sempre sostenuto. Possiamo fare a meno della televisione anche per orientare delle scelte importanti e di massa. Ovvio che giornali e tv siano spaventate e preoccupate dalla verità che vien loro sputata davanti senza più remore. La verità è che politici e giornali sono impreparati di fronte a questo modo di comunicare. Il mondo virtuale creato da Internet può e deve essere il rimedio e chiave di molti mali. Con Internet ci era stato prospettata la soluzione del millennio. “tutto potrà essere fatto e costruito sulla rete”.
Il sottoscritto ha sempre considerato esagerata questa enfatizzazione delle potenzialità della rete ma resta il fatto che rimane una via preferenziale e necessaria nel mondo moderno ed è su questa che si porranno le basi per una nuova frontiera della comunicazione in senso lato.
Ritornando al comico di Genova cosa farà a questo punto? Improvvisamente il Re è nudo non è più riparato dalla sicura furnish di internet? Si può essere furibondi nella critica ma una volta che un leader popolare analyse in piazza si fa raccolta di firme si fa manifestazione e sia aprono i telegiornali muta la natura stessa idea della mobilitazione non più virtuale ma fisica. Il rischio che il “movimento” di Grillo corre è di cambiare la politica sostituendola con altra politica. Potrebbe però mancare la capacità di trasformare in peso politico l’investitura popolare.
Ma forse la proposta di legge è aviate un pretesto. Grillo ha dimostrato ciò che voleva ed è per questo che non fonderà mai un partito non lui.
Apprezzo la lettura del V-Day di Nicola soprattutto laddove parla di Internet e delle sue conseguenze ‘ politiche’ (che ben si sposa con l’ultimo post di Vazzoler).
Qualche mese fa l’ottimo Gaggi sul CorSera pubblicò un bellissimo pezzo-intervista: il futuro dell’economia e dei rapporti umani secondo Paul Saffo il più famoso studioso americano delle nuove tecnologie docente alla Stanford University e già anima dell’istituto per il futuro (!) di Palo Alto.
Mi colpirono alcune riflessioni sul rapporto tra la Rete e il sistema della rappresentanza. Le ho ritrovate: secondo Saffo infatti. “nell’era di Internet le tecnologie digitali sono il solvente che scioglie la colla delle istituzioni tradizionali”. E ancora: “Internet sta mettendo alle corde i meccanismi della democrazia rappresentativa”.
Nessun putsch elettronico ma un semplice campanello d’allarme credo. È innegabile tuttavia che si tratti pur sempre di uno stimolo a considerare i social & personal media non più go strumento-fenomeno generazionale ma anche come luogo di formazione condivisione e aggregazione di opinioni individuali e collettive. Grillo e V-Day docet.
Ciò e verosimile credo per la rappresentatività delle istituzioni: “ogni azione politica provoca un feedback immediato e se non si riesce a riformare il sistema si creerà una situazione di fatto nella quale i canali decisionali informali conteranno più di quelli formali” afferma il futurologo Saffo.
È evidente infatti come Internet abbia cambiato i meccanismi della politica. Finora l’analisi si è limitata all’ambito displace: go far comunicare on lie un candidato politico o un’istituzione? . con risultati spesso al limite del ridicolo basti pensare ai tanti e troppi blog di politici poi lasciati in balia di se stessi e mai alimentati.
Non credo si arriverà mai ad una democrazia diretta e men che meno ad una democrazia elettronica. Ma la vera sfida (displace) consiste invece nella necessità di comprendere le potenzialità di questi generated media alimentati dai cosiddetti prosumer coloro che creano contenuti poi utilizzati da altri e che sono considerati molto più credibili di qualunque altra fonte di informazione istituzionale e non.
Cosa penso su Grillo in pochi punti:1) Grillo non fornisce risposte (ha ragione D’Alema!!). Critica ma non cut mai go vorrebbe risolvere il tutto. “Distruggiamo i partiti!!”… e quindi?? “Più energia eolica in Italia!!”…dove? Giusto in Sardegna!!2)Grillo non vuole fondare un partito…però prepara le liste civiche comunali!! Una contraddizione in termini secondo me. Un surrogato dei partiti!!3)Quando un parlamentare fa qualcosa lo fa sempre per i suoi interessi. E Grillo? Grillo no…assolutamente…Non lo fa per vendere libri non lo fa per vendere i biglietti dei suoi spettacoli o per finire in televisione. Lo fa per spirito di patria!! Lui sì che è uno che si sacrifica!
Ha.
Related article:
http://www.fbcomunicazione.it/blog/?p=116
comments | Add comment | Report as Spam
|